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BONIFACIO



   
Padre di Matilde

Poco prima di morire tra il 1011 e il 1017 Tedaldo nomina unico erede il figlio Bonifacio.
Questi, nato a Mantova intorno al 985, acquisisce in tal modo i vasti possedimenti degli avi cui si aggiungono altre terre nel 1010-1015 a seguito del matrimonio con una ricca e potente vedova lombarda, Richilda.
II Canossano riveste con spregiudicatezza un ruolo di primo piano sulla scena politica italiana degli inizi del secondo millennio creando il più vasto dominio della penisola.
Bonifacio ha dominato i suoi vasti feudi con pugno di ferro soffocando le sollevazioni e i tentativi dei signori locali.
Nonostante Donizone, cronista del tempo, mantenga un atteggiamento elogiativo poco attendibile nei confronti di Bonifacio, anch'esso tuttavia non può far a meno di ricordare alcuni episodi di spietata rappresaglia messi in atto dal padre della Gran Contessa.
Saldamente legato per tradizione familiare al partito imperiale, Bonifacio, nel periodo immediatamente successivo al primo matrimonio, viene costretto a fronteggiare una lunga serie di ribellioni da parte di diversi feudatari minori.
A capo della prima rivolta che ha larga ripercussione, si pone addirittura Corrado, il più giovane dei figli di Tedaldo, sobillato e allettato dalla promessa di nozze cospicue, che tanto hanno contribuito ad accrescere le fortune del fratello maggiore.
Avuto per il momento la meglio, Bonifacio per dieci anni si dedica a consolidare e sviluppare la propria posizione politica ed economica impegnandosi attivamente fra il 1024 e il 1027 a favorire le ambizioni dell'imperatore Corrado II di Franconia.
Pare che i Canossa abbiano poi dovuto affrontare un altro grave conflitto con i feudatari minori che si erano ribellati fra il 1021 e il 1030.
La crisi culmina e si risolve con la battaglia di Coviolo, nei pressi di Reggio.
Sappiamo da Donizone che le milizie di Bonifacio sono sul punto di soccombere quando interviene Corrado, riconciliato con il fratello, con un contingente di 500 cavalieri che mutano le sorti del combattimento, così cruento che il sangue degli avversari "inzuppò il campo e tinse di rosso gli zoccoli dei cavalli".
Lo stesso Corrado viene ferito in battaglia e muore poco tempo dopo nella vicina Reggio.
L'esercito dei canossani è formato nel complesso da circa duemila uomini, un gruppo di manovra assai temibile in quell'epoca di scarsa popolazione.
Bonifacio lega il suo destino all'imperatore Corrado II di cui è uno dei principali vassalli.
La fedeltà e l'appoggio forniti da Bonifacio a Corrado II hanno un rilevante e concreto riconoscimento nel 1027, all'epoca della prima calata in Italia dell'imperatore quando il signore di Canossa estende il proprio dominio all'importante marca di Tuscia - l'antica culla della famiglia - strappata al ribelle Ranieri.
Questa marca è tenuta saldamente in pugno da una rete di funzionari fidati con il probabile appoggio ecclesiastico in qualche modo assicurato dal fratello Tedaldo, vescovo di Arezzo.
Bonifacio che assomma le aree di recente acquisizione al dominio sui territori a nord dell'Appennino, sale in questa maniera a un grado di potenza tale da poter essere considerato il più grande dei feudatari italiani guadagnandosi contemporaneamente la fama di "ricchissimo".
L'intesa con l'imperatore appare allora perfetta tanto che Donizone descrive la stipula di un contratto feudale fra Corrado II e Bonifacio, così vantaggioso per il marchese di Toscana da porre sullo stesso piano i contraenti.
Fra i due passano certamente atti di garanzia reciproca e accordi di grande valore politico.
Certamente Bonifacio è uno dei principali artefici della conquista del Regno di Borgogna al servizio di Corrado II (estate 1034) ed è il condottiero in grado di soffocare rapidamente la rivolta del popolo di Parma contro l'imperatore (Natale 1037) frenando così l'evolversi delle istituzioni precomunali.
Essendo nel frattempo morta Richilda senza prole, Bonifacio, forse influenzato dall'imperatore, contrae il secondo dei suoi importanti matrimoni con una donna di stirpe regale, Beatrice di Lorena, appartenente ad una delle più ricche famiglie feudali delle Fiandre ed educata a corte dalla zia, la moglie di Corrado.
ln questo modo il marchese di Canossa acquista un ruolo preminente nel partito imperiale italiano e riesce, di lì a poco, con la nascita di Matilde, ad assicurarsi una discendenza.
Donizone, che sottolinea in termini elogiativi il ruolo e la figura morale di Beatrice, riporta una descrizione ammirata della festa nuziale durata tre mesi utile a Bonifacio per dare una dimostrazione di potenza e ricchezza.
Nel 1052 Bonifacio muore a Mantova ucciso in una battuta di caccia.


    
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